Il viaggio del cibo nel mondo di oggi

Il viaggio del cibo nel mondo di oggi

Nell’industria del cibo, un valore a cui non si può rinunciare è quello dell’efficienza, specialmente se lo si declina dal punto di vista della sicurezza: c’è bisogno di una costante attenzione, infatti, nei confronti dei metodi di conservazione degli alimenti. In un mondo abitato da oltre sette miliardi di persone, ogni giorno vengono prodotte quantità esorbitanti di cibo: è indispensabile, però, che tutti gli alimenti rispettino gli standard di qualità più elevati. A tale scopo c’è bisogno di uno sforzo di proporzioni immani, non solo dal punto di vista produttivo ma anche sotto il profilo logistico, soprattutto per fare in modo che il cibo arrivi a tutti. A partire dal momento della produzione fino alla fase della vendita, ogni passaggio della filiera è estremamente importante: ecco perché è bene conoscere il valore delle celle frigorifere industriali da cui dipende la correttezza dei processi di conservazione.

Il ricorso alla refrigerazione industriale è utile anche per contenere per quanto possibile gli sprechi. Si calcola, infatti, che in tutto il pianeta più o meno un terzo del cibo che è destinato al consumo degli esseri umani vada sprecato o comunque perso: in termini economici, ciò si traduce in una perdita che raggiunge i 2.300 miliardi di euro. L’Istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale ha reso noto un report dedicato proprio allo spreco alimentare, in considerazione di analisi e stime che sottolineano come lo spreco non solo non arretri, ma sia addirittura in costante crescita.

Si rende necessaria, pertanto, una inversione di tendenza che permetta di contrastare un problema tanto grave nel sistema alimentare di tutto il pianeta, considerate le conseguenze che ne possono derivare, oltre che sul piano economico, anche a livello ambientale e sotto il profilo sociale. Si calcola che ogni anno vengono sprecati 10 miliardi di quintali di cibo: un dato che fa venire ancora più rabbia se si pensa che più del 10% della popolazione mondiale è costretto a fare i conti con denutrizione e fame.

Sotto il profilo ecologico, la situazione non è certo più esaltante, dal momento che il 7% di tutte le emissioni di gas serra al mondo è dovuto proprio allo spreco di cibo: qualcosa come 30 miliardi di quintali di anidride carbonica che potremmo evitare di generare se producessimo meno e se consumassimo tutto ciò che produciamo. Infatti, la maggior parte delle emissioni proviene dal processo agricolo, dai trasporti che occorrono per trasferire gli alimenti e dalla realizzazione dei fertilizzanti.

Il sistema agricolo e alimentare è in grado di favorire l’inquinamento, ma soprattutto un impoverimento delle risorse idriche, che si può tradurre in danni gravi nei confronti degli habitat naturali. Come si può vedere, allora, sono davvero tante le ragioni per le quali ridurre lo spreco di alimenti è conveniente: non solo a livello economico, ma anche per la salute dell’ambiente e per la sicurezza alimentare. Una visione di insieme su questo tema sarebbe più che opportuna, perché le risposte allo spreco alimentare non possono provenire dal singolo, per quanto ognuno di noi possa contribuire nel proprio piccolo.

Per quel che riguarda il nostro Paese, un riferimento normativo significativo è rappresentato dalla legge n. 166 del 2016, che si pone l’obiettivo di limitare gli sprechi in tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla somministrazione, passando per la trasformazione e la distribuzione. I consumatori meritano di essere sensibilizzati e informati in proposito, e la donazione degli alimenti a scopi di solidarietà sociale è solo uno degli esempi che dimostrano come si possa cambiare.

Anche la GDO, la grande distribuzione organizzata, può avere un ruolo attivo in tal senso: la scelta di celle frigorifere che prevengano gli sprechi è uno dei tanti punti da sottolineare. La sostenibilità è una priorità da cui non si può prescindere, e contempla tra l’altro l’obbligo di utilizzare le risorse naturali in modo oculato (l’acqua, ma non solo). Il benessere sociale, lo sviluppo economico e la sicurezza alimentare sono tutti temi che si legano tra loro e rappresentano, al tempo stesso, delle questioni critiche che non si possono ignorare. L’Agenda Onu 2030 è un buon punto di partenza, ma c’è bisogno dell’impegno di tutti, a livello nazionale e internazionale, per la creazione di sinergie che cambino in positivo il pianeta.